Istruzioni per l’uso di alte dosi di tiamina (thiamine hydrochloride) nella malattia di Parkinson

La cura con tiamina alle giuste dosi migliora i sintomi motori e non motori della malattia di Parkinson. Poichè in genere i sintomi non motori della malattia sono meno gravi possono regredire completamente con la tiamina usata da sola. Nessuna terapia fino ad oggi era stata dimostrata efficace per la cura dei sintomi non motori. La tiamina da sola non è in grado di far regredire completamente tutti i sintomi motori tranne che in una piccola parte di casi in cui la malattia è insorta da poco tempo. Questo perchè sebbene la giusta dose di vitamina B1 risani tutte le cellule sopravvissute all’aggressione della malattia e arresti quindi la progressione della stessa (la tiamina ha una azione ristorativa e neuroprotettiva sui neuroni tipicamente colpiti nella malattia di Parkinson), queste, da sole e in un numero molto ridotto, non sono in grado di sostituire i sistemi funzionali dipendenti da una sostanza nera sana. Quindi la giusta dose di tiamina può dare un miglioramento del 50% o dell’80-90%, ma per cercare di ottenere la completa o pressochè completa regressione dei sintomi motori sarà necessario inserire una idonea dose di levodopa per potenziare i circuiti motori dopaminergici. La levodopa, poichè le cellule risanate rimangono sane continuando la cura, non darà più la sindrome tardiva da levodopa. Comunque la giusta dose arresta sempre la progressione della malattia.

Il trattamento si basa sulla ipotesi che la causa prima della malattia danneggi e porti a morte I neuroni blocccando il metabolismo intracellulare della tiamina. Questa azione patogena viene arrestata dalla somministrazione di alte dosi di tiamina. I neuroni cerebrali, non più sottoposti a una azione dannosa recuperano la loro integrità, si ristorano, diventano sani e migliorano quindi tutti i sintomi della malattia. Continuando la cura rimangono sani per sempre. Quindi oltre al miglioramento rapido dei sintomi assisteremo all’arresto della progressione della malattia. La causa prima della malattia non viene eliminata. La terapia però le impedisce di danneggiare il Sistema Nervoso che, sottratto alla aggressione della malattia si rigenera da sè .

La dose impiegata varia a seconda della/del:

  1. Durata della malattia ( dosi più elevate nei casi avanzati)
  2. Gravità dei sintomi e velocità di progressione della malattia
  3. Peso
  4. Sensibilità individuale al trattamento.

Per determinare la giusta dose noi seguiamo i seguenti criteri. Prima di tutto è necessario dire che se la dose di tiamina impiegata è eccessiva può determinare, dopo un iniziale miglioramento, un aggravamento dei sintomi prima migliorati. In tal caso invitiamo il paziente a sospendere il trattamento con tiamina per una settimana, il peggioramento regredisce e poi si può ricominciare con dosi dimezzate o comunque più basse. La giusta dose dà solo benessere per sempre; non deve dare gli effetti collaterali da sovradosaggio, far migliorare almeno del 50% tutti I sintomi della scala UPDRS, e portare a normalità il pull test che quasi sempre è patologico, è spesso presente anche nelle fasi precoci della malattia e rivela anche in fase precoce I disturbi dell’equilibrio. Di norma se si dà al paziente parkinsoniano una forte spinta verso l’indietro il paziente indetreggia di qualche passo o cade. Questo sintomo è migliorato solo dalla tiamina essendo insensibile a altri trattamenti. Il soggetto normale alla spinta sta fermo o al massimo fa un passo indietro. In genere la normalizzazione del pull test si ottiene con un mese di terapia con la giusta dose. Se il pull test presenta dopo tale periodo ancora aspetti patologici la dose di tiamina va aumentata. Con la stessa dose entro tre mesi si ha un ulteriore leggero miglioramento.

La giusta dose riduce in modo considerevole tutti I sintomi. Quello che rimane (specie il tremore è stato sempre il sintomo più resistente a tutte le cure) è molto sensibile all’aggiunta di levodopa.

Nei casi in cui i sintomi si sono manifestati da pochi mesi, di solito iniziamo con due grammi di tiamina per via orale, la mattina, ogni giorno, prima o dopo il pasto se il peso del paziente si aggira sui 50-65 kg. Se il peso è maggiore si può iniziare con un grammo e mezzo mattina e pranzo oppure con due grammi la mattina e a pranzo. Per via orale la tiamina non deve essere assunta contemporaneamente a bevande acide come succo d’arancia, limone, pompelmo, ananas. La dose per via intramuscolare assumere ogni giorno equivalente a quella per via orale è:

Per 2 grammi/giorno orali → 1 x 100mg di soluzione iniettabile alla settimana;

Per 3 grammi/giorno orali → 2 x 75mg di soluzione iniettabile alla settimana;

Per 4 grammi/giorno orali → 2 x 100mg di soluzione iniettabile alla settimana;

Per produrre gli effetti biologici della tiamina intramuscolare bisogna somministrare una dose orale circa 140 volte più alta. Ad esempio per ottenere gli effetti di 100 mg intramuscolo una volta a settimana bisogna assumere 14 grammi per bocca a settimana, ossia due grammi ogni giorno.

Dopo qualche anno di malattia la dose che più usiamo è di 4 grammi al giorno; due grammi la mattina a colazione e due grammi a ora di pranzo. Non modifichiamo mai le cure che il paziente sta facendo.

Prima di iniziare la cura con tiamina è necessario fare una registrazione video del paziente che riguardi la mimica, il linguaggio, il cammino, e possibilmente il pull test da confrontare con le registrazioni future e documentare il miglioramento.

La vitamina B1 funziona bene impiegata da sola. Comunque può essere utile associare piccole dosi di tutte le altre vitamine del Gruppo B compreso l’acido folico. Noi comunque non inseriamo mai in terapia tiamina e polivitaminici contemporaneamente. Questo perchè la vitamina B6, sempre presente in questi preparati è un facilitatore della dopadecarbossilasi periferica e nel paziente parkinsoniano potrebbe causare una diminuzione della levodopa che arriva al cervello e peggiorare I sintomi in pochi giorni. Questo comunque non avviene quasi mai in quanto I preparati commerciali di levodopa contengono dei potenti inibitori della dopadecarbossilasi periferica ( carbidopa il Sinemet, benserazide il madopar) che impediscono questa azione dannosa. Però, anche se raramente questo effetto dannoso si può manifestare ugualmente e se noi inserissimo in terapia la tiamina e i polivitaminici contemporaneamente in caso di insuccesso non sapremmo subito a chi attribuire la responsabilità dell’insuccesso frustrando le aspettative del paziente.

Può anche essere utile assumere una compressa di magnesium longlife 375 due volte a settimana.

Alcuni supplementi vitaminici sul mercato contengono alte dosi di magnesio o altri elementi. Questi dovrebbero essere evitati poiché i pazienti che assumono alte dosi di tiamina non traggono alcun beneficio da alti dosaggi di altri supplementi. Per esempio, alcune compresse di tiamina contengono 500 mg di tiamina HCL e 100 mg di magnesio. Dato làelevato numero di compresse che un paziente dovrebbe prendere durante il giorno, la settimana, e tutta la vita, il rischio di ipermagnesia è molto elevato.

When we start the treatment with high dose thiamine we usually do not suspend nor modify the original drugs regime that the patient is on since we have learned from our clinical experience that thiamine improves the efficacy of traditional PD medicines.

quando iniziamo il trattamento con alti dosaggi di tiamina non sospendiamo nè modifichiamo il normale regime di medicine che il paziente sta assumendo, poiché abbiamo imparato dalla nostra nostra esperienza clinica che la tiamina migliora l’efficacia dei medicinali per il Parkinson.

La tiamina è altamente sicura per il paziente e può essere presa in contemporanea a qualunque altro supplemento o medicinale. Quando è somministrata per via intramuscolare potrebbe produrre reazioni allergiche (abbiamo osservato 4 casi su oltre 2500). Esse consistono principalmente in fenomeni di prurito e orticaria.

E’ sconsigliato fare la terapia intramuscolare nei pazienti che fanno uso di anticoagulanti orali (Coumadin o Sintrom) per il rischio di ematomi nella sede di iniezione. Le migliaia di pazienti che seguiamo non hanno mai riportato effetti collaterali importanti o problemi con la terapia, e sia dal punto di vista clinico che da quello concernente i test ematici e del monitoraggio delle funzioni vitali non abbiamo osservato condizioni sfavorevoli.

It is clear though that the best therapeutic results with the high dose thiamine are obtained by expert practitioners and after an accurate initial clinical evaluation of the status of the patient, the video recordings etc. We have several patients who started the therapy in 2012-2013 and that nowadays are still in good overall physical and mental conditions, without showing evident signs of progression of the disease.

E’ chiaro tuttavia che i migliori risultati terapeutici con alte dosi di tiamina si ottengono con medici esperti in materia e dopo un’accurata valutazione clinica iniziale dello stato del paziente, registrazione di video della mimica, del cammino e del pull test. Questi dati successivamente saranno comparati con la situazione del paziente  dopo un mese di terapia.

La cura va fatta per sempre, ma si possono fare periodicamente interruzioni di breve durata della tiamina (anche di uno o due mesi) senza avvertire un calo delle prestazioni motorie. Questo perchè la malattia ha bisogno di tempo per danneggiare nuovamente I neuroni risanati. Abbiamo numerosi pazienti che hanno cominciato il trattamento nel 2012-13 che tutt’ora sono in buone condizioni fisiche e mentali, senza nessun segno di progressione della malattia e senza nessun segno che in futuro la malattia possa peggiorare.

In sintesi I nostril risultati con il trattamento proposto sono stati questi (attualmente abbiamo in cura più di 2500 pazienti e nessun paziente “non- responder”):

  1. Arresto della progressione della malattia
  2. Miglioramento impressionate dei sintomi motori e non motori  anche fino alla totale scomparsa
  3. Assenza nel tempo di complicazioni a lunga scadenza dovute all’impiego di levodopa.
  4. Nessuna alterazione dei comuni esami ematici di laboratorio. Nessun altro effetto collaterale se non dovuto a sovradosaggio.

Maggio 2018

Antonio Costantini